
Il primo giorno Timanfaya e i vigneti di La Geria, piantati in conche di cenere; il secondo tutto il nord, con i Jameos del Agua, la Cueva de los Verdes e il Mirador del Río, tutti e tre di Manrique; il terzo Teguise e El Golfo; il quarto le spiagge di Papagayo; e il quinto in barca a La Graciosa, che non ha strade asfaltate.
Tocca un punto per vedere qual è e come arrivarci.
Una proposta, non un obbligo: creando il viaggio ve lo dividete come volete.
5.9 km hasta la siguiente
17 min a piedi hasta la siguiente
7.8 km hasta la siguiente
28 km · con i mezzi hasta la siguiente
💡C'è un biglietto cumulativo per i centri di Manrique
Jameos, Cueva de los Verdes, Mirador del Río, Giardino dei Cactus e Timanfaya si vendono anche in pacchetti da tre o sei, e costa parecchio meno che singolarmente. Si compra al primo in cui entri.
💡Fa bello tutto l'anno, ma il vento non smette
Poco più di venti gradi a gennaio come a luglio, con alisei costanti: in spiaggia si apprezza, sul belvedere ti spettina davvero. Porta una giacca a vento anche se le previsioni dicono venticinque gradi.
💡Noleggia l'auto: costa poco e l'isola non si vede in altro modo
Qui il noleggio costa la metà che sulla penisola e le distanze sono brevi. Occhio alle piste sterrate: molte assicurazioni non coprono fuori dall'asfalto, e quella di Papagayo è sterrata.
💡Qui non ci sono insegne luminose né edifici alti, ed è voluto
Manrique ottenne il divieto delle altezze e della pubblicità lungo le strade; per questo l'isola sembra un'altra cosa. Non calpestare la cenere fuori dai sentieri: ci mette decenni a ricomporsi.
💡Timanfaya si prenota online e si entra in autobus
Non si può girare in autonomia: c'è un percorso chiuso con l'autobus del parco e l'orario assegnato. In alta stagione si esaurisce, e la fila di auto all'ingresso arriva a un'ora.
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