
Il secondo giorno è quello degli strati: il teatro romano di Caesaraugusta, che conteneva seimila persone e riemerse sotto un lotto nel 1972; la Lonja rinascimentale; e San Pablo, con la torre mudéjar e una pala di Damián Forment.
Tocca un punto per vedere qual è e come arrivarci.
Una proposta, non un obbligo: creando il viaggio ve lo dividete come volete.
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💡Il cierzo non è una brezza
È un vento di nordovest che scende secco e forte per la valle dell'Ebro, soprattutto d'inverno e in primavera. Cinque gradi col cierzo sono un freddo che non sta nel termometro. Antivento sempre, e d'estate il contrario: quaranta gradi e poca ombra.
💡Si cena al bancone, a El Tubo
Un groviglio di vicoli dietro plaza de España con decine di banconi attaccati. Si ordina una tapa e una birra in ognuno e si cambia: fermarsi al primo vuol dire non aver capito il posto. Comincia presto, verso le otto.
💡A ottobre le feste del Pilar riempiono tutto
Attorno al 12 di ottobre ci sono nove giorni di offerta dei fiori, concerti gratis e giganti per strada. È il meglio che ha la città, ma gli alloggi si esauriscono mesi prima e i prezzi schizzano. Prenota o schiva quella settimana.
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